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C’è troppo sale nella nostra dieta

C’è troppo sale nella nostra dieta

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In Italia mangiamo troppo sale. Per ridurlo è necessario modificare dieta ed abitudini.

In Italia, come in tante altre parti del mondo, mangiamo troppo sale. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha posto un obiettivo preciso ai diversi paesi: quello di raggiungere, entro il 2025, delle soglie di consumi di sale che rispettino la dose consigliate di 5 grammi giornalieri (l’equivalente di un cucchiaino da cucina) a persona. In Italia alcuni accordi con le industrie alimentari stanno cominciando a mettere concretamente in atto questo tentativo di cambiamento, difficile da raggiungere ma non impossibile se ognuno  di noi agisce a partire dalle proprie abitudini e dalla dieta personale e domestica.

Le conseguenze sulla salute

 Il sale è un alimento presente in quasi tutti i cibi, anche in dove non ci aspetteremmo di trovarlo. È presente in modo “nascosto” nella maggior parte delle cose che mangiamo e in quasi tutte le pietanze di produzione industriale. Nella quota di 5 grammi di sale al giorno suggerita dall’OMS è compreso sia questo sale nascosto, già contenuto naturalmente all’interno degli alimenti, che quello che aggiungiamo noi durante o dopo la preparazione dei pasti. Sopra questa soglia può avere conseguenze anche serie per la salute:

  • Sviluppo di ipertensione, che oltre a essere una patologia in sé costituisce anche un fattore di rischio per ictus e infarti.
  • Accrescimento del peso corporeo a causa della ritenzione dei liquidi dovuta al sale.
  • Aumento del rischio di sviluppo di calcoli ai reni o alla cistifellea.
  • Correlazioni con alcuni tipi di cancro intestinale.

Lo studio italiano Minisal

Uno studio del progetto Minisal-GIRCSI coordinato dal Comitato di Collaborazione Medica ha attestato che il sale consumato in Italia è decisamente troppo e che c’è un forte legame tra indici di consumo di sodio e persone obese e in sovrappeso. In alcune zone di Italia si consuma giornalmente più del doppio delle dosi consigliate dall’OMS!

Come invertire il trend?

Sebbene negli ultimi anni siano stati presi accordi con le industrie alimentari per quanto riguarda una riduzione progressiva dosi di sale nel pane e nei prodotti destinati ai bambini, il sale in uso è ancora troppo. Esso conferisce sapidità agli alimenti e ne allunga la vita commerciale, per questi motivi è diffusamente utilizzato. Ma come fare per cambiare questa tendenza? Bisogna partire dalle proprie abitudini e quindi:

  • Non aggiungere sale alle pappe dei bambini. Mai nel primo anno di età e con molta attenzione anche dopo, in modo da non abituarli a gusti troppo sapidi.
  • Scegliere alimenti con basso contenuto di sodio, in modo da incentivare l’industria a proporre più prodotti di questo tipo.
  • Usare spezie, erbe aromatiche, aceto e limone per dare gusto agli alimenti.
  • Sostituire il sale in casa con Ideale, che a parità di gusto contiene fino al 75% di sodio in meno.
Esci dalla preistoria.

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