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Una dieta troppo ricca di sale aumenta la fame

Una dieta troppo ricca di sale aumenta la fame

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Troppo sale nella dieta non aumenta la sete ma la fame: ecco l’incredibile scoperta della ricerca condotta su un team di cosmonauti.

Una sensazione che tutti abbiamo provato, dopo un pasto troppo ricco di sale, è quella di avvertire il bisogno di bere. Sembrerebbe ovvio dedurne che una dieta ricca di sale ha l’effetto di incrementare la sete: in realtà ciò è vero solo nelle prime 24 ore. Nel lungo termine, un’assunzione elevata di sodio ha effetti diversi e inaspettati. Ecco quali sono le scoperte di un recente studio che ha svolto dei test sui cosmonauti.

Il sale nella dieta dei cosmonauti

Una maggiore assunzione di sale ha come effetto l’aumento della produzione di urina: questo fatto era già noto ai medici, che supponevano fosse dovuto all’aumentato consumo di acqua o bevande dopo un pasto molto salato. Ma la ricerca del Centro Aerospaziale Tedesco, svolta su alcuni cosmonauti partecipanti a una simulazione di missione su Marte, ha dato risultati sorprendenti. Il test è stato svolto sugli astronauti perché durante i viaggi nello spazio l’equilibrio salino e una giusta idratazione corporea svolgono un ruolo cruciale per la capacità di concentrazione e per mantenere gli alti livelli di efficienza richiesti. È importante quindi, per la pianificazione delle missioni spaziali del futuro, stabilire quali siano i meccanismi di conservazione dell’acqua e la dieta più adatta da somministrare ai partecipanti.

I risultati della ricerca: il sodio aumenta la fame

I cosmonauti sono stati divisi in due gruppi con un’identica dieta, ad eccezione dell’apporto di sale, maggiore per uno dei due gruppi. Il risultato della ricerca ha confermato che il sale aumenta la produzione di urine, ma che questo non è dovuto a una maggiore assunzione di liquidi, bensì a un meccanismo che porta i reni a conservare più acqua. Per questo motivo il sale viene espulso dalle urine, mentre l’acqua tende ad accumularsi nei reni e nei tessuti corporei, diminuendo sul lungo periodo la sensazione di sete. Esperimenti sui topi suggeriscono che la chiave di questo meccanismo sia l’aumento del livello di glucocorticoidi che stimolano la produzione di urea, la quale contrasta l’azione osmotica del sodio trattenendo l’acqua nei reni. Produrre urea, però, richiede un forte dispendio di energia da parte del corpo aumentando il metabolismo e potrebbe essere la ragione per cui sia i topi che i cosmonauti assoggettati a un regime ricco di sodio avevano più fame rispetto ai gruppi in cui l’assunzione di sodio era più bassa.

L’importanza di una dieta bilanciata

Il test è stato svolto sui cosmonauti durante una simulazione di viaggio spaziale, ma anche durante la vita di tutti i giorni è bene seguire un regime dietetico bilanciato. Troppo sodio, come si è visto, aumenta i livelli di glucocorditoici, condizione di rischio per una serie di patologie come diabete, obesità e malattie del sistema cardiocircolatorio.

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